TELECOMS – Se solo qualche giorno fa i giudici avevano dato ragione a Motorola, oggi si scrive un nuovo capitolo della controversia tra l’azienda di Schaumburg e Apple in Germania, sulla battaglia delle licenze che la settimana scorsa aveva bloccato le importazioni dei prodotti Apple, rendendone inaccessibile la vendita online.

 

La corte tedesca ha infatti messo fine al blocco delle vendite di iPhone e iPad, accettando la domanda di sospensione dell’ingiunzione formulata da Apple che si è difesa dalle accuse di Motorola, sostenendo che la casa americana non le abbia concesso le licenze nonostante fossero ritenute Frand, ovvero essenziali per quanto riguarda lo standard di connettività wireless. I brevetti Frand coprono tecnologie ritenute standard per una data industria e i detentori di tali patents sono obbligati ad offrirli in licenza secondo termini che siano allo stesso tempo equilibrati, non eccessivamente onerosi e soprattutto non discriminanti verso un singolo soggetto. Vale a dire: tutti i concorrenti devono ricevere lo stesso trattamento.

 

Dal momento che la Corte ha stabilito soltanto una sospensione, ci si aspetta, naturalmente, di continuare ad assistere a nuove fasi della partita Apple-Motorola. Addirittura sembra che Motorola punti a ottenere da Apple il 2% sulle vendite dei suoi dispositivi wireless. L’esperto di proprietà intellettuale Florian Mueller, infatti, ha reso noti i termini della richiesta di Motorola ad Apple: il 2,25% del fatturato che l’azienda ha generato con l’iPhone fin dal lancio.

 

Nella sua dichiarazione ad All Things Digital una portavoce di Cupertino ha specificato la ragione del ricorso: Apple ha più volte tentato di ottenere in licenza la tecnologia di Motorola, ma l’azienda non ha offerto condizioni giuste e commisurate al valore del brevetto in questione, che per altro copre uno standard del settore.

Motorola ha vinto un’ingiunzione permanente contro la funzione push email di iCloud e i relativi servizi client. Di conseguenza, i clienti tedeschi di Apple che usano il servizio email iCloud (o MobileMe) dovranno configurare il client così da verificare periodicamente l’arrivo di nuovi messaggi di posta e non potranno più, in sostanza, ricevere le email in versione ‘push’, come sul BlackBerry.

 

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