iPad 3

LUGANO – In attesa di scoprire le novità che verranno presentate a San Francisco il prossimo 7 marzo, scopriamo perché Apple vola in borsa e quali sono le voci più credibili sul nuovo iPad.

Traguardi – Nella notte tra venerdì e sabato, in piena giornata negli Stati Uniti, Apple ha raggiunto la soglia di 25 miliardi di applicazioni scaricate dal suo negozio online. Un traguardo che sicuramente Tim Cook, CEO di Apple, non dimenticherà di ricordare quando mercoledì prossimo salirà sul palco dello Yerba Center di San Francisco (il luogo prediletto per le presentazioni dei nuovi prodotti Apple) per presentare il nuovo iPad. La settimana che precede l’evento del 7 marzo è stata segnata anche dalla crescita del valore delle azioni di Cupertino che, guadagnando circa 30 dollari, hanno spinto Apple oltre i 500 miliardi di dollari di capitalizzazione. Eric Platt e Joe Weisenthal, in un interessante articolo pubblicato su Business Insider il 29 febbraio scorso (in contemporanea con il boom delle azioni di Apple), hanno mostrato che tradizionalmente il valore delle azioni Apple cresce in previsione della presentazione di un nuovo prodotto e che, nel corso delle ultime settimane questa crescita è stata anticipata nel tempo e particolarmente alta.
Il clima di attesa legata al nuovo iPad è particolarmente interessante perché sembra non aver risentito del peso mediatico occupato nelle ultime settimane dalla fiera mobile di Barcellona (alla quale tradizionalmente Apple non partecipa) durante la quale sono state presentate interessanti novità non solo tra gli smartphones, ma anche nel settore delle tavolette (per esempio il MediaPad 10 FHD di Huawei dotato di processore quad core).

L’iPad che verrà –  Stando alle ultime informazioni trapelate da fonti vicine ai produttori di accessori per iPad il nuovo modello potrebbe chiamarsi iPad HD e non iPad3 come viene comunemente chiamato. Una possibilità che confermerebbe il passaggio al retina display (2048×1536 pixel) che da più fonti sembra ormai certo. Molta più incertezza, invece, ruota attorno al motore che farà girare il software (anche in questo caso ci sono molte voci e dati che dimostrano l’esistenza di un iOS6 già funzionante). Secondo alcuni Apple potrebbe limitarsi ad un potenziamento dell’attuale processore A5 dual-core aumentandone la frequenza e ampliando la RAM (attualmente ferma a 512 MB), mentre altri ritengono che Apple ricorrerà ad un nuovo processore (A6?) dotato, forse e in base a quanto sta facendo la concorrenza, di un processore quad-core. Più potenza equivale a più consumo. Siccome tra le regole di Apple c’è quella che vieterebbe di intaccare l’esperienza di utilizzo dai propri prodotti, sembra scontato che gli ingegneri si Cupertino abbiano dovuto trovare spazio aggiuntivo all’interno del case in alluminio e vetro. Da qui la voce secondo la quale i bordi saranno un po’ più smussati mentre lo spessore, nella parte centrale, sarà di qualche millimetro superiore rispetto all’attuale modello. Sempre che a Cupertino non sia nuovamente riuscita la miracolosa equazione: più piccolo=più potente.

Dimensioni – Rimanendo sull’aspetto esterno, sembra tramontata l’ipotesi di una versione da circa 8 pollici della tavoletta. La presentazione dell’iPhone 4S ha dimostrato che quando a Cupertino arrivano a definire un design vincente (pensate ai livelli di vendita dell’iPhone 4 a poche settimane dal lancio del nuovo modello) difficilmente lo cambiano. Così dovrebbe essere anche in questo caso anche se, le immagini distribuite assieme all’annuncio della presentazione e agli inviti alla stampa, lasciano presagire l’abbandono del tasto home. Un abbandono che ridurrebbe le parti mobili, e quindi fragili, della tavoletta e che quindi potrebbe portare a delle modifiche delle superfici. La cornice inferiore, dove è posizionato il tasto in questione, e quella superiore, dove si trova la camera frontale, sono infatti leggermente più larghe rispetto a quelle laterali. Eliminando il tasto home queste potrebbero venire ridotte rimpicciolendo leggermente la tavoletta senza intaccare i 9,7 pollici dello schermo che, stando a quanto sosteneva Jobs, rappresentano la dimensione minima per poter realizzare delle buone applicazioni. Non ci spingiamo oltre nelle pure speculazioni limitandoci a riportare il possibile miglioramento delle fotocamere. Più che una vera necessità si tratterebbe in questo caso di un adeguamento alla concorrenza che propone fotocamere nettamente più performanti e, spesso, sovradimensionate per il reale utilizzo.

fonte Tio.ch

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