Lo smartphone e le nostre nuove abitudini sociali

 

Gli smartphone rappresentano solo la “moda del momento”, uno strumento ludico e di comunicazione, futile appariscente e colorato, oppure sono qualcosa di veramente nuovo? Questi strumenti stanno effettivamente modificando  le nostre abitudini sociali,relazionali e percettive?
Ho più volte ripetuto in questo blog come i telefoni cellulari, a partire dalla metà degli anni novanta, hanno rappresentato in primis unostatus, una dimostrazione di benessere e di disponibilità economica  poi, con la diffusione di massa, soprattutto uno strumento per comunicare.
Nonostante il telefono cellulare sia diventato in brevissimo tempo un oggetto  largamente utilizzato la prima generazione di apparecchiature non era di fatto molto diversa dagli apparecchi “fissi”. Inizialmente la somiglianza era non solo pratica ma anche nelle dimensioni, si trattava di strumenti scomodi da portare in giro, dotati di una tastiera numerica in grado di replicare, seppure in forma “mobile”, comportamenti già forniti da altri dispositivi.
Parziale  eccezione a quanto appena affermato erano gli SMS,  strumenti che hanno rappresentato, nella seconda parte degli anni ’90,  il culmine dell’innovazione tecnologica in termini di “comunicazione sociale”, permettendoci di inviare un breve testo a più amici in contemporanea. Oggi, a dimostrare quanto l’innovazione tecnologica sia rapida e selettiva, questi strumenti risultano completamente obsoleti sia dal punto di vista funzionale, sorpassati da chat e social network, sia dal punto di vista economico, visto che ogni SMS si paga…
Il superamento di questo strumenti mobili “primordiali”, SMS compresi, è avvenuto con l’arrivo di una  seconda generazione di telefoni, gli smartphone,  la progenie, la seconda evoluta specie, il salto evolutivo.Telefonare rappresenta solo una parte delle attività permesse da uno smartphone, la ricerca che vi propongo, effe

ttuata dall’Experian Marketing Service  afferma che, su 58 minuti dii utilizzo medio giornaliero, solo  il 26% di questi sono dedicati all’azione di “talk”.

I nuovi telefoni forniscono numerosi servizi “smart”, permettono l’utilizzo dei social network (16%), quindi la frequentazione virtuale e in “tempo reale” delle proprie cerchie di conoscenze, la gestione dellaposta elettronica (9%), l’utilizzo di servizi offerti dalla rete (14%),  l’utilizzo di video-giochi on-line (8%), ecc…
La prima considerazione di tipo sociologico è legata al tempo di utilizzo giornaliero, lo studio prima evidenziato stima, negli Stati Uniti, un utilizzo medio di circa cinquanta minuti per i telefoni con sistema operativo Android e di un’ora e un quarto per gli smartphoneApple iPhone.
La forbice di venticinque minuti tra le due piattaforme operative si spiega in modo semplice, i telefoni Apple iPhone rappresentano ad oggi ancora uno status, sono quindi i preferiti dai grandi utilizzatori, forse anche per  le features offerte (avvicinate o forse superate solo dagli ultimi modelli Android), inoltre i telefoni Android sono disponibili anche in versione economica, chi spende il 50%-70%  in più per acquistare un iPhone ha probabilmente maggiori aspettative e/o necessità d’uso.
Il dato impressionante è nei minuti giornalieri di utilizzo, gran parte non trascorsi a  telefonare, questo vuol dire che il “grande pubblico” sta trasferendo almeno una parte del suo tempo giornaliero nella rete e che è sempre collegato, ricettivo, partecipe.
Dobbiamo considerare che la realizzazione di un post, di un tweet, di un commento in chat richiede pochi secondi, un utilizzo medio giornaliero di un’ora sottintende quindi un uso molto intenso, migliaia di micro-operazioni.
D’altronde il telefono, non più “telefonino” viste le dimensioni deidisplay, è sempre in tasca, disponibile durante tutto l’arco giornaliero.
Analizzando i nuovi display troviamo ulteriori importanti segni di cambiamento. I nuovi display hanno una risoluzione altissima  ma sono comunque piccoli, richiedono quindi applicazioni basate su una struttura meno “paginata”, tabellare, non a colonne ed articoli. Ammettono invece l’uso delle icone, la messa in evidenza di allarmi come le push notification, la proposta di brevi titoli in relazione a servizi,  ed una “forte” sintesi.
Gli smartphone sono i primi  dispositivi in cui le azioni di scrittura e lettura avvengono in formato diverso dal “normale” foglio di carta (a cui un video tanto somiglia), questa caratteristica crea un enorme divario in termini “percettivi e ricettivi” tra gli utilizzatori.
I soggetti con una impostazione “visuale” schematica, che leggono dall’alto verso il basso e da destra a sinistra, che hanno una percezione sequenziale di una pagina possono trovarsi bene con un quotidiano cartaceo, una pagina di un romanzo, ma fanno molta fatica a percepire la dinamicità e la scarsa regolarità “visuale” insita in una APP per mobile. Per chi trova la struttura a colonne ed articoli di un quotidiano “familiare” quanto proposto dalle APP è spesso percepito come troppo innovativo, eccessivo, frammentato.
Viceversa coloro che, ad esempio, sono familiari con i video gamessono abituati ad aspettarsi una qualsiasi novità nella pagina video, e quindi a gestire una lettura anche da destra verso sinistra o dal basso verso l’alto, a decodificare  simboli imprevisti, avvisi, allarmi, a scorrere spesso la pagina.
Nonostante questo GAP, a dire il vero non sempre generazionale, i nuovi devices si stanno diffondendo, sono sempre di più gli utenti “smart” e sempre meno gli utenti “sequenziali”.
Lo smartphone  sta cambiando anche le nostre modalità quotidiane di interazione sociale, si può essere timidi, poco loquaci, ma se si è ben connessi, se si è in trama nei social network, se si è veloci, si può avere una vita sociale molto intensa. E’ possibile che alcuni “leader emotivi” del prossimo decennio possano non essere ottimi oratori, non avere un look vincente, ma essere ben immessi nella rete, in grado di muovere, velocemente,  il consenso in rete.
Anche la disponibilità immediata di servizi e contenuti, mappe, acquisti on line, prenotazioni, libri in formato elettronico, video, materiale musicale, … sta generando, in un gruppo sociale sempre più consistente, variegato  e posizionato ovunque nel globo, nuove consuetudini e modalità d’uso.
Si tratta di servizi “smart” veloci da utilizzare, in genere progettati per fornire qualcosa di  puntuale in tempi brevissimi, spesso senza costi aggiuntivi.
Un altro elemento che connota questa evoluzione è la presenza difotocamere che permettono di  fotografare e riprendere il nostro quotidiano. Il materiale multimediale prodotto va subito in rete. In questo caso è possibile evidenziare due effetti di tipo sociale: lo stimolo nel condividere situazioni, “rafforzate” dal materiale stesso, e la presenza di almeno una foto o un video in ogni situazione reale: concerti, manifestazioni, terremoti, furti, ecc.. . Attorno a tanto “spam” sta emergendo una sorta di “contro-giornalismo” molto più banale dal punto di vista delle descrizioni, delle metafore, dei concetti, ma ricco dal punto di vista multimediale, meno asservito sul piano economico e quindi “terribilmente” vero.
Non dimentichiamoci poi che Social network ed anche molte APPsono strumenti di tipo “collaborativo” pensati per coinvolgere, per partecipare.
La trama amicale virtuale avrà, nel prossimo decennio, spazi virtuali notevolmente maggiori tra gli adolescenti e tra gli “adulti single”, ciò determinerà nuove dinamiche, nuovi ruoli sociali ed inediti  status.
Alcune azioni “chiave” come pagare, votare, aprire la nostra porta di casa, avviare la nostra auto o la nostra lavatrice saranno possibili tramite smartphone, così come la nostra documentazione personale patente, carta d’identità, cartella clinica, passaporto, ecc… sarà tutta e solo sul nostro smartphone.
Anche in ambito lavorativo la trama relazionale diverrà meno statica, più coercitiva, sarà quasi impossibile per un manager, un libero professionista, un impiegato, non essere in linea e quindi a disposizione dal punto di vista lavorativo 24 ore su 24 o giù di lì.
Ma i cambiamenti maggiori avverranno a livello politico, i nuovi strumenti collaborativi influenzeranno la politica locale e, forse, nazionale, che dovrà dimostrare reattività e sensibilità nei confronti degli stimoli, delle pulsioni,  dei giudizi  provenienti dalle nuove piazze virtuali.
Lo strumento protagonista di queste nuove dinamiche quotidiane, personali, sociali e politiche sarà lo smartphone.
Mondoduepuntozero.
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