Apple inizia a rimuovere da App Store le applicazioni da troppo tempo non aggiornate

Tenendo fede a quanto promesso, Apple sta iniziando a rimuovere da App Store le applicazioni più datate, e che sopratutto non ricevono aggiornamento da ormai troppo tempo. «Abbiamo notato che la tua applicazione non viene aggiornata da un significativo periodo di tempo», si legge nel messaggio inviato dalla società di Cupertino agli sviluppatori interessati.

Per salvare le proprie app dalla rimozione da App Store, Apple chiede agli sviluppatori di pubblicarne una versione aggiornata entro 30 giorni. Superato questo limite, il colosso californiano provvederà alla rimozione, almeno fino a quando non verrà inviato, e accettato, un aggiornamento.

Tutti gli utenti che hanno scaricato una delle app rimosse potranno ovviamente continuare ad utilizzarla: «gli utenti non andranno incontro ad una interruzione del servizio, potranno continuare ad effettuare acquisti in-app e potranno riscaricare le app tramite un backup iCloud o iTunes», scrive Apple.

Per salvare le proprie app dalla rimozione da App Store, Apple chiede agli sviluppatori di pubblicarne una versione aggiornata entro 30 giorni. Superato questo limite, il colosso californiano provvederà alla rimozione, almeno fino a quando non verrà inviato, e accettato, un aggiornamento.

Tutti gli utenti che hanno scaricato una delle app rimosse potranno ovviamente continuare ad utilizzarla: «gli utenti non andranno incontro ad una interruzione del servizio, potranno continuare ad effettuare acquisti in-app e potranno riscaricare le app tramite un backup iCloud o iTunes», scrive Apple.

Ricordiamo inoltre che Apple non accetta più applicazioni, e aggiornamenti, con un nome che supera i 50 caratteri. Questo perché è stato scoperto che gli sviluppatori cercavano di influenzare i risultati delle ricerche su App Store utilizzando nomi più lunghi, e quindi più ricchi di riferimenti.

Ricordiamo inoltre che Apple non accetta più applicazioni, e aggiornamenti, con un nome che supera i 50 caratteri. Questo perché è stato scoperto che gli sviluppatori cercavano di influenzare i risultati delle ricerche su App Store utilizzando nomi più lunghi, e quindi più ricchi di riferimenti.

-ispazio-

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