iPhone X, Tim Cook fa scattare la polemica: "Il prezzo è giusto e basato sul valore percepito"

Parlando del prezzo di iPhone X, Tim Cook si è sbottonato un po’, e apriti cielo: è partita la polemica sul Web. Se costa così caro, questo è il senso delle sue parole, è perché voi lo comprerete comunque.

il CEO di Apple si è lasciato ad andare ad una insolita disamina sul prezzo di iPhone X, ma le considerazioni fatte durante l’intervista non sono andate giù agli utenti. Ha dichiarato infatti che il dispositivo viene commercializzato a un prezzo equo per il valore percepito e per la tecnologia che offre:

“Be’, è un prezzo basato sul valore percepito, in realtà, in relazione alla tecnologia che offre. In ogni caso, le persone ora tendono a pagare i telefoni a rate, quindi pochi incapperanno nel prezzo intero sin dall’inizio. In più, molti permutano il loro telefono attuale, e questo produce un abbassamento di prezzo ulteriore, e alcuni carrier offrono pure sconti e sovvenzioni.
E dunque, quando guardiano ai telefono -ad iPhone in particolare- vediamo come siano diventati essenziali per la vita di tutti i giorni, e le persone vogliono farci sempre più cose; ecco perché abbiamo inserito tutta questa tecnologia per essere in grado di farlo.”

Un’amara verità che tutto sommato non dovrebbe sorprendere, e che invece ha indispettito parecchi. Il fatto è che iPhone X é oggettivamente un dispositivo di lusso, e come tale Apple l’ha concepito fin dall’inizio, tant’è che ne producono neppure 10.000 al giorno, e non tutti potranno permetterselo: siamo in un libero mercato, c’è un iPhone per ogni segmento e nessuno obbliga a comprare il non plus-ultra. Ci sono pur sempre iPhone 8 e iPhone 7, no?

Non conosciamo nel dettaglio i margini di profitto della mela, ma secondo gli analisti sfornare un iPhone X costa esattamente il doppio di un iPhone 7, e di questo occorrerà tener conto: la tecnologia, in altre parole, c’è e giustifica il maggiore esborso.

A peggiore poi la situazione, poi, c’è la crisi che da noi imperversa a giorni alterni, a seconda di chi dà la notizia, e che c’è un carico extra di tasse, costi aggiuntivi (tipo il balzello SIAE) e altre questioni che fanno dell’Italia uno dei paesi più cari al mondo.

Sarà il tempo a dire se le scelte di Cupertino pagheranno; ora la palla passa ai consumatori, a voi che ci leggete. Ed è a voi che domandiamo: alla fin fine, lo comprerete? Perché al netto di dietrologie, complottismi e polemiche, la questione è tutta lì.

Fonte: melablog

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